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A LATINA IL 2°TEST ACADEMY

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In evidenza A LATINA IL 2°TEST ACADEMY
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Nuovo test Academy IGP sul circuito Il Sagittario di Latina. Il progetto di ricerca e di promozione fortemente voluto dai fondatori del sodalizio laziale, prosegue il percorso prefissato.Un meteo tutto sommato favorevole ha favorito l’approccio dei giovani intervenuti a questo secondo appuntamento.

Tre giovani toscani con un passato recente in minimoto: Tommaso Bianchi (15anni), Matteo Quadrini (17anni) e Stefano Borgonovo (18anni). Pista e ovviamente moto sconosciuta ai tre ragazzi. L’inizio del test è stato interrotto quasi da subito per un inconveniente elettrico che ha impegnato la moto al box per oltre due ore.  Si riparte con una serie di piccoli run da  10-12minuti per un totale di 170 km dove i giovani si sono scambiati l’Honda 125 Gp. Nonostante le iniziali difficoltà per la condivisione delle posizioni di leve (freno e cambio) il test è proseguito nel migliore dei modi.

Matteo Quadrini, una sola gara per lui nel 2017 in minimoto, ha svettato sul gruppo per la sua velocità nel trasferire i segreti della minimoto direttamente su una moto da gran premio. Il toscano fermo per tutta la stagione a causa di un intervento chirurgico, ha siglato un piccolo capolavoro. Debutto a ruote alte con il best lap di giornata in 1.08.00. “Mi sono trovato subito a mio agio sulla Gp, ho sicuramente più visuale rispetto alla minimoto (ride)” così ha dichiarato nell’intervista.

Stefano Borgonovo, nel 2016 minimoto e nel 2017 debutto a ruote alte nel R125Cup con un 4° posto tra i debuttanti. Viziato dal 4tempi ha un approccio più difficoltoso. Appena un run per inquadrare la situazione per poi migliorarsi nell’ultima sessione: passo costante sul crono di 1.12.00. “Coppia e freno motore mi hanno messo in difficoltà ma impegnandomi sono riuscito ad uscirne fuori (ride)”.

Tommaso Bianchi, debutto a ruote alte nel MotoEstate 125Sp, ha trovato più difficoltà nell’interpretazione della coppia motore. La pista non proprio adatta al tipo di moto non ha aiutato il quindicenne che si è detto pronto a rimettersi alla prova alla prima occasione. “La leggerezza della moto mi ha colpito in modo favorevole e poi la potenza in uscita di curva” ha dichiarato il simpatico toscano.

Guidare una moto da gran premio, senza limitazioni, richiede impegno e sacrificio a dispetto delle più facili quattro tempi. Un percorso tutto sommato più agevole quello del 4T ma che non fa selezione perché troppo facile. Soprattutto nelle piccole cilindrate l’azione propedeutica del 2T non ha pari. Una “scuola di vita” dove per arrivare all’obiettivo bisogna lottare a testa bassa.

Ro.Ma.

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